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A Venezia ’71 ci saranno due film israeliani

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Festival Venezia71 logoE’ incredibile come gli artisti israeliani, sebbene la loro terra non stia proprio vivendo un tempo di pace, si diano da fare e si presentano sempre con prodotti eccellenti nell’arena internazionale. Di fatto i film di Sharon Maymon e Tal Granit e di Suha Arraf saranno presentati rispettivamente alle Giornate degli Autori e alla Settimana Internazionale della Critica. L’ammissione alla 71ma Mostra Internazionale del Cinema di per se costituisce già un onore ed essere scelti nell’ambito della selezione ufficiale delle Giornate degli Autori, è già un premio. La pellicola tratta di un gruppo di amici in una casa di riposo a Gerusalemme che costruisce una macchina per l’eutanasia per aiutare un amico malato terminale. Quando si sparge la voce dell’esistenza della macchina, sempre più persone chiederanno il loro aiuto e il gruppo di amici si troverà a dover affrontare un dilemma emotivo.
Sharon Maymon e Tal Granit si sono aggiudicati il Best Pitch Award alla Berlinale 2010 con la sceneggiatura di My Sweet Euthanasia, su cui si basa The Farewell Party, dopo una precedente collaborazione estremamente proficua tra i due. I registi hanno dichiarato: "Per noi è molto emozionante iniziare le proiezioni internazionali della pellicola alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il nostro film è una storia drammatica con momenti comici, così come la vita stessa." Invece Villa Touma, il primo lungometraggio di Suha Arraf, verrà proiettato nell’ambito della parallela Settimana Internazionale della Critica. Il film narra la vita di tre sorelle palestinesi cristiane che hanno perduto le proprie terre e il proprio stato sociale in seguito alla guerra contro Israele del 1967 e che non sono in grado di affrontare la nuova, dolorosa realtà a loro imposta. Le tre si rinchiudono dunque nella propria villa e continuano a vivere nel passato. Tra le mura cadenti della grossa casa, le sorelle vivono sigillate all’interno della propria sfera personale, ciascuna con i propri segreti, i propri sogni e le proprie storie di amori infranti, nascoste dietro una maschera di compostezza e decoro. Nella brochure del film, Arraf scrive: "Ho voluto dar vita a un diverso tipo di film palestinese che non rappresentasse la Palestina semplicemente come eroe o come vittima. Ho voluto mettere in risalto il popolo palestinese, le sue esistenze e la sua dignità." Entrambi i film sono stati supportati dall’Israel Film Fund. Lo scorso anno, il film drammatico di spionaggio Bethlehem dell’israeliano Yuval Adler, si è aggiudicato il primo premio nel corso delle Giornate degli Autori della 70ma Mostra del Cinema di Venezia. Siamo certi che entrambe le pellicole saranno apprezzate dai numerosi cinofili e che non si potrà non lodare l’impegno dei registi che con la loro arte contribuiscono di sicuro a far ritrovare quella pace che sfugge continuamente in quella terra tanto cara al cuore di ogni cristiano.

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