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New York la location più ambita...

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New York, la regina del cinema è sempre lei

In arrivo, con il nuovo anno, molti film ambientati a Manhattan e dintorni. La città dov'è più difficile girare, ma anche quella più ambita dai registi. Da Scorsese a James Gray ad Abel Ferrara, il passato e il futuro del set più celebre del grande schermo

 di Chiara Ugolini

È in assoluto la città in cui è più difficile girare un film, la più costosa. Parola di Woody Allen, suo grande cantore, la più complicata, la più indifferente. Eppure New York è anche una delle più raccontate, più fotografate, più belle sul grande schermo. Grazie ad uno skyline che, dopo l'11 settembre, è ancora più emozionante, basta pensare all'effetto "deja vu" che colpisce tutti i visitatori. Anche se non ci si è mai stati quando si mette piede per la prima volta a Manhattan si ha la sensazione di aver già visto l'alba seduti su una panchina con lo sfondo del Ponte di Brooklyn ("Manhattan"), di aver camminato tra le foglie morte di Central Park ("Harry ti presento Sally"), di aver fatto colazione sulla Quinta di fronte alla vetrina della più bella gioielleria del mondo ("Colazione da Tiffany"). Mentre sono ancora in sala due film ambientati a New York ("Blue Jasmine" di Woody Allen e "I sogni segreti di Walter Mitty" di e con Ben Stiller), sono in arrivo nelle prossima settimane molti film che, tra passato e presente, raccontano la Grande Mela. Mentre è ancora da stabilire la data di uscita di Welcome to New York, il film di Abel Ferrara che racconta la caduta di Dominique Strauss-Kahn, direttore del Fondo Monetario Internazionale.

C'era una volta a New York. Nei prossimi mesi sono arrivo sugli schermi italiani molti titoli ambientati a New York City a partire dal film di James Gray, newyorkese figlio di genitori russi già soprannominato da alcuni critici il nuovo Scorsese (il 9 gennaio). Nel suo nuovo film, ispirato alla storia dei suoi nonni, racconta l'odissea di una giovane immigrata polacca (Marion Cotillard) che per cercare di far dimettere la sorella, in quarantena ad Ellis Island, sarà pronta a tutto. Divisa fra un illusionista (Jeremy Renner) che ama e un violento sfruttatore che ha promesso di aiutarla (Joaquin Phoenix). "Girare ad Ellis Island è stato disastroso - ha raccontato il regista - perché il museo non è stato chiuso per noi quindi potevamo girare solo di notte. Abbiamo dovuto illuminare le stanze con una luce di 10.000 watt, ma non c'erano alternative".

The Wolf of Wall Street. È ambientato invece negli anni Ottanta il nuovo film di Martin Scorsese con il suo attore feticcio Leo DiCaprio (nelle sale il 23 gennaio). Sullo sfondo del quartiere finanziario più famoso al mondo si racconta l'ascesa di un broker tra sesso, droga, soldi con un tono di commedia che gli ha assicurato due candidature ai Golden Globe (film e protagonista) e l'American Film Institute l'ha già inserito nella lista dei film dell'anno. "Sono cresciuto in un quartiere italoamericano a New York, l'America che conoscevo alla fine degli anni 40 e 50 era il paese della ricerca della felicità, dell'eguaglianza dei diritti, per la quale la lotta ha raggiunto l'apice negli anni 60 - ha raccontato il regista - Io stesso ho tratto beneficio da quelle opportunità, ma questo non significa che tutta la vita debba essere indirizzata verso la ricchezza".

Due giorni a New York. L'attrice e regista francese Julie Delpy (conosciuta per la saga romantica di Richard Linklater, inaugurata con Prima dell'alba) torna con una commedia degli opposti, degli equivoci e delle gag. Dopo Due giorni a Parigi la Delpy cambia partner (al posto di Adam Goldberg arriva il comico afroamericano Chris Rock) e ripropone l'incontro (disastroso) tra fidanzato e familiari. Qui si racconta dell'arrivo della stravagante famiglia (nonché un ex fidanzato "diversamente dotato") a New York dove la Delpy è una fotografa in procinto di inaugurare una personale. I rapporti con il fidanzato giornalista radiofonico daranno il via ad una sequela di situazioni imbarazzanti.
Storia d'inverno. Copre un arco di 100 anni e mostra in pochi secondi, con l'aiuto della computer graphica naturalmente, come questi 100 anni siano passati sul suolo di New York. Le prime immagini di Storia d'inverno, il film con cui lo sceneggiatore premio Oscar Akiva Goldsman (A beautiful mind e i due film di Ron Howard dai romanzi di Dan Brown), debutta dietro la macchina da presa, danno il tono di un melo ambientato tra passato e presente. È la storia d'amore tra un ladro, Colin Farrell, e una giovane fanciulla sul punto di morire, Jessica Brown Findlay (la Lady Sybil di Downton Abbey), osteggiata da un gangster irlandese (Russell Crowe) e complicata da un misterioso viaggio nel tempo dalla New York del 1916 a quella dei giorni nostri. Arriva nelle sale per San Valentino, in quelle italiane il 13 febbraio, il 14 in quelle americane. 

Fonte: Repubblica.it Trovacinema

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