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Italian Riviera Film Commission: cinema made in Liguria

on . Postato in News Cineturismo - News dall'Italia

 di Federica Burlando

Alessandra Bergero ci racconta l'associazione che organizza set e location nel Ponente. Da The Bourne Idenity e Inkheart a videoclip e serie tv. In cantiere una pellicola inglese ambientata a Savona negli anni ’40.

4463-48859Prendete i film e le serie tv mondiali e portatele in Liguria. Impossibile? Non se a metterci lo zampino è l’Italian Riviera-Alpi del Mare Film Commission di Alessandra Bergero, che offre le migliori location del Ponente Ligure per i set del grande schermo e non solo.

Ma come nasce l’idea di fondare una Film Commission nel savonese, in un territorio quasi totalmente trascurato dalle grandi produzioni? «Il nostro è stato uno dei primissimi progetti in questo senso in Italia. Dopo anni trascorsi in America, a New York, dove ho fatto tante esperienze, dalla filmmaker alla selezionatrice di pellicole per il cinema italiano, mi è sembrato che la Liguria e le zone limitrofe potessero offrire un territorio adatto per le produzioni», afferma Bergero. «Si passa velocemente dal mare alla neve, offrendo così una pluralità di ambientazioni difficili da trovare altrove. In più abbiamo operato, oltre che nel savonese, anche ad Imperia e a Cuneo, proponendo così anche una variazione climatica interessante».
L’Italian Riviera in questi anni ha già lavorato tanto e bene gestendo anche grandi produzioni. Ad esempio quella di The Bourne Identity con Matt Damon, oppure quella di Inkheart, film che vede nel cast l’attrice Helen Mirren e che vanta lo stesso produttore del Signore degli anelli. «Solitamente i film fantasy si costruiscono in studio, mentre quando hanno visto le location proposte hanno deciso di girare in spazi reali, risparmiando anche sul budget e aumentando la qualità del prodotto finito», racconta Bergero.
Una produzione che ha portato anche notevoli benefici al territorio. Nel periodo delle riprese, a Entracque, una delle location del film, non era nevicato e questo avrebbe potuto provare una perdita per il turismo. La troupe di Inkheart ha, invece, riempito per un mese la zona, senza contare le numerose notti trascorse a Savona a novembre, in bassa stagione. «La ricchezza che una produzione può portare non si ferma a livello delle strutture alberghiere, ma viene ben distribuita perché le necessità sono molteplici: si passa dalle maestranze alle comparse. Il nostro motto è sempre stato quello di portare benessere al territorio e non viceversa. Lavoriamo molto su tutto quello che può dare un bel riscontro di immagine alla Liguria».
Il successo di una piccola Film Commision sta nella qualità offerta, che passa attraverso la disponibilità e l'attenzione ai dettagli. «Ogni lavoro che noi curiamo è come un vestito cucito su misura per il cliente, che si adatta alle sue esigenze. Offriamo, poi, una completa disponibilità, che porta a velocizzare i tempi di lavoro e, soprattutto, non fa sentire il cliente abbandonato». In un paese dove spesso la burocrazia blocca, la velocità di risposta non solo fa guadagnare tempo, ma anche in termini economici è decisamente vantaggioso.
Bergero non lavora solo sulle location, ma anche sui contenuti da offrire ai clienti, che spaziano dal cinema alla televisione e oltre. «Proprio per un'offerta più ampia e di qualità abbiamo anche prodotto un libro che mette in luce non solo le location, strettamente intese, ma fa conoscere il territorio tout court, partendo dalla storia per arrivare alla gastronomia. In un momento storico in cui tutta la comunicazione è affidata alla tecnologia, noi abbiamo voluto andare in controtendenza, producendo un libro cartaceo, di pregio, destinato ai più importanti produttori del settore».
E l’idea del libro nasce anche dalla partecipazione, a inizio ottobre, al MIPTV di Cannes, il luogo dove l’intero sistema della tv e del web si incontra per far nascere nuovi progetti. Un mercato, che spesso viene poco frequentato dalle Film Commission che si orientano maggiormente ai festival del cinema. Questo nuovo ampliamento di orizzonti è stato possibile anche grazie alla Fondazione A. De Mari. L’Italian Riviera Film Commission ci tiene, infatti, a rimanere un’associazione indipendente proprio per mantenere una certa libertà e lo standard del proprio servizio.
Un altro segreto di questo progetto è la famigliarità con cui viene portato avanti: Bergero, infatti, gestisce tutto avvalendosi del supporto del fratello Raffele, architetto.
In cantiere tanti progetti tra cui un serial tv di una casa di produzione di Montreal che già ha effettuato un scouting preliminare e il progetto di una autrice inglese che sta scrivendo un film ambientato a Savona negli anni ’40. «Ci hanno chiesto informazioni anche sullo slang parlato nella città ligure in quegli anni e ovviamente è un bel lavoro di ricerca. Ma sta nella professionalità e nell’attenzione che rivolgiamo al cliente offrire anche queste notizie».
Un lavoro di eccellenza racchiuso in una piccola idea, che dimostra come la qualità si possa ottenere, con tanti sacrifici, anche se non si dispone di un grande capitale: «insomma siamo poveri, ma belli».

Fonte: Mentelocale.it

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