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EXCL: BadTaste.it sul set di Entourage – Il Film a Los Angeles!

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entourage-movie-doug-ellin-1024x629Interno, Montage Hotel, Beverly Hills, Giorno. Scena 89: Eric Murphy e Vincent Chase al centro di uno dei salotti più esclusivi di Los Angeles. Nei guai, di nuovo.

È una mattina qualunque di una primavera dell’anno scorso quando siamo chiamati dalla Warner Bros. per visitare il set di Entourage – Il Film. Quando arriviamo sul set a Beverly Hills, l’atmosfera è al contempo rilassata ed elettrica, come quando si assiste a una reunion di amici che si sa avere dell’eccezionale. Il regista e sceneggiatore Doug Ellin fa avanti e indietro dalla sua sedia pieghevole al set, orchestrando il primo aiuto-regista e discutendo col direttore della fotografia Steven Fierberg sull’impostazione delle inquadrature. I membri del camera department si destreggiano attorno a oggetti di scena mentre il team delle scenografie sposta divani e tavolini per trovare la perfetta impostazione per il singolare balletto che è il cosiddetto “blocking” degli attori. Sul set ci sarà sì e no una sessantina di persone. Fuori dal set, tra vari coordinatori di dipartimento e persone assegnate al “fire watching” (ovvero sorvegliare la costosa e delicata attrezzatura per le riprese sparpagliata per la location), si supera facilmente il centinaio di addetti ai lavori. È un piccolo esercito di persone addestrate all’arte del trasformare un plico di pagine chiamato sceneggiatura nel film che tra poche settimane vedremo nelle sale. Come direbbero gli americani, “no big deal”. Sciocchezze, insomma.

Un piccolissimo gruppo di giornalisti, che include noi di BadTaste.it, viene condotto in un angolo dietro a dei grossi teli per osservare le riprese senza disturbare gli attori. Nella scena, i personaggi di Adrian Grenier e Kevin Connolly si sorbiscono la ramanzina di un finanziatore che è tutt’altro che contento delle solite, irresponsabili “ragazzate” che l’entourage di Vincent sta perpetrando. La scena viene provata un paio di volte per scaldare gli attori e ripassare le battute, dopodiché si passa alle riprese vere e proprie.

Per l’intera popolazione di Beverly Hills, il trambusto di una produzione cinematografica non è niente fuori dall’ordinario. Per primo incontriamo Doug Ellin, che oltre ad aver scritto e diretto il film ha anche creato la serie della HBO di cui il film è il proseguimento. Doug è giovanile, rilassato, amichevole. Ci racconta che tornare sul set è stato come se lo show non fosse mai realmente terminato. La difficoltà primaria nel renderlo una realtà è stata più di calendario (dei vari attori coinvolti) che una lotta alla busta paga più alta come ogni tanto succede sui set hollywoodiani. Non vede l’ora che il pubblico scopra gli ospiti straordinari del film: tra i nomi cita Mark Wahlberg, Liam Neeson, Mike Tyson, ma i cammeo di celebrità varie sono probabilmente più di 40. L’intero progetto non sarebbe potuto succedere senza l’intervento di Wahlberg, già produttore serie, che ha unito le forze col produttore Stephen Levinson per proporre l’idea di un film di Entourage alla HBO prima e alla Warner Bros. poi. Dopo mesi di lavori e contrattazioni, la sceneggiatura è finalmente stata approntata, ed eccoci qua. La tentazione più grande di Doug è stata quella di uccidere uno dei personaggi principali, ma Wahlberg gliel’ha impedito.

Dopo pranzo, torniamo al “basecamp”, un grosso posteggio in cui gli attori aspettano il loro turno per le riprese rilassandosi in delle grosse roulotte. Un insolitamente magro Jerry Ferrara (“Turtle” nella serie) ci dice quanto sia piu facile girare un film che una serie tv: sulla serie si era obbligati girare 10 pagine di sceneggiatura al giorno, sul film può fare con più calma, 4 pagine al giorno. È tutto più grande. Una novità per il suo personaggio? Al di là del fatto che non potrà più subire le osservazioni maligne sul suo peso, una potenziale fidanzata.

Turtle ci saluta calorosamente e cede la parola a Johnny Chase “Drama”, interpretato dal carismatico Kevin Dillon. Anche lui ci rassicura che questo film sarà 100% fedele alla serie, ma “più grande e più divertente”. Tra i momenti più esilaranti sul set ricorda una scena con Tyson e un’altra con Jon Favreau, ma al momento non può rivelarci nulla di più. Alla domanda “torneresti per un sequel del film di Entourage” risponde: “reciterò la parte di Johnny Drama fino alla morte.”

Alla fine della giornata riusciamo anche a strappare un saluto ad Adrian Grenier e Kevin Connolly (che tra l’altro si era rotto una gamba pochi giorni prima), che affettuosamente ribadiscono quanto girare il film sia stato, oltre che un’esperienza straordinaria, un vero privilegio.

Lasciando il basecamp, è strano pensare come uno dei film più attesi dell’estate stia semplicemente “succedendo” tra i quartieri di Los Angeles senza che nessuno batta ciglio. Nessun intoppo, niente drammi. Dietro le quinte, un ambiente così diverso da quello che Hollywood drammatizza di fronte alle telecamere. Un gruppo di amici si è riunito per raccontare un altro capitolo di una storia amata dal pubblico di mezzo mondo. Forse è anche per questo che Hollywood è conosciuta come la fabbrica dei sogni.

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